mercoledì 29 giugno 2011

la favola

Un giorno passeggiando per strada un buffo signore con cappello, ghette e bastone ti ferma, ti osserva e ti chiede un aiuto, ti dice di essersi smarrito e di non ricordare la strada di casa… Tu lo guardi e ti domandi e adesso cosa posso fare?? Ma poi lui inizia a raccontarti una storia, di quando era ragazzo e passeggiava per il paese, lo stesso nel quale ti trovi tu ora e rapita da questo racconto inizi ad ascoltarlo, così, vi sedete sulla panchina poco distante … 
Dopo un po’ di tempo ed alcuni aneddoti, il buffo signore ti fa un grande sorriso, si sistema il grande cappello ti guarda con occhio allegro, come avesse trovato un piccolo tesoro e ti ringrazia alzandosi: “La ringrazio molto signorina del tempo che le ho rubato, per me è stato un grande regalo tale per cui ho ricordato la strada di casa… ora devo proprio andare… spero di rivederla presto a passeggio per il paese” si alza pian piano e con passo lento ma deciso s’incammina per la sua strada… iniziando a far roteare il bastone… 

Mah… pensi tu.. un po’ strano il vecchietto.. non l’ho mai visto da queste parti.. ma buffo davvero!! Tu ti alzi, metti la borsa in spalla e prosegui nella tua giornata..

Passa qualche tempo e una mattina mentre ti dirigi in bottega per fare la spesa, un po’ distratta dai mille e uno pensieri, volti l’angolo e chi ti trovi?? Il buffo vecchietto, lui ti guarda, quasi come se ti stesse aspettando e pian piano si avvicina: “Scusi ancora signorina, posso rubarle ancora qualche attimo del suo tempo prezioso? E’ stata così cara l’altro giorno..” e tu pensi… e adesso?? .. la spesa da fare, il pranzo da preparare, andare a lavoro che oggi ti aspettano al pomeriggio, lavatrice da caricare, stendere, bla, bla, bla.. Lo guardi e rispondi: “ Certo che può” .. che male farà se ritardo la rumba mattutina di una mezz’oretta..

Così vi sedete nuovamente su di una panchina vicino alla piazza, qualche “umarel” guardava interrogativo.chissà poi cosa ci sarà di così strano, ti domandi.. Il signore ti prende la mano, si avvicina e guardandoti fisso inizia a parlare, e gira che ti rigira disse le seguenti parole: “Gentile signorina, ho tanto pensato a come poterla ricompensare e alla fine son giunto ad una conclusione, mi piacerebbe tanto sapere quale potrebbe essere il suo desiderio che potendo, vorrebbe si avverasse.. ville, scarpe, macchine, borse, negozi, viaggiare per il mondo, visitare la luna, abitare nel paese dei balocchi…” 

Cavolo… questo si che è picchiato, adesso ti alzi, saluti t’inventi una scusa per andare… e lui “Signorina non pensi così, un po’ mattacchione lo sono, ma picchiato no.. e non vada via, non s’inventi nessuna scusa! So esattamente quello che sta pensano” e alla fine ti convince a rimanere..

Così, iniziarono i pensieri… cosa sceglierebbe una giovine donzella al giorno d’oggi..?? Una  macchina stra passera? Un brillo? Un negozio intero di vestiti? Una villa con parco e piscina? E nel frattempo vedi lui sghignazzare in silenzio con la faccia di chi sa a cosa stai pensando... Probabilmente leggeva tutti i tuoi pensieri… No-no-no-no!! Se proprio proprio bisogna scegliere, pensò la ragazza, ecco cosa vorrei! 

C’è una vecchia casa di campagna con tanta terra attorno, sicuramente da mettere a posto ma proprio bella e con un alone di magia che l’avvolge. Dalla prima volta che l’hai vista ti si è tatuata lì e lì è rimasta. E anche sapendo che sarebbe un cambiamento davvero faticoso ti piacerebbe proprio tanto, sistemarla e riempirla con l’amore e con tutta la tua famiglia, ognuno nella sua parte di casa ma tutti insieme e vicini.. Si questo è proprio quello che vorresti.
Allora prendi fiato, facendo un grande respiro, ti volti per iniziare a raccontare all’anziano signore la tua storia fantastica e lui… magicamente era sparito.

Tu rimani di sasso e a dir la verità ti senti anche un po’ stupida.. a fidarsi così di uno sconosciuto, anziano signore, ma alla fine uno sconosciuto, così ti alzi, ti guardi attorno e vai dagli umarel di prima chiedendo se avevano notato la direzione che costui aveva preso, ma loro ancor più interrogativi dai prima ti dicono: “Scusi signorina ma di chi sta parlando?? Lei è arrivata parlando la sola, si è fermata all’angolo, e poi seduta sulla panchina ed ha continuato a chiacchierare amabilmente ma da sola.. si fidi vada a riposare, forse ha preso un colpo di calore..” Un colpo di calore a chi??! Se se.. parlato da sola? Camminato da sola.. ora si che ti senti stupida, e forse hai davvero bisogno di riposare e ti dirigi verso casa… oggi mi sa che starai a casa anche dal lavoro.

Torni a casa appoggi la borsa e vai a preparare una camomilla, nonostante tu non la beva neanche d’inverno dopodiché vai in camera e ti butti sul letto.

Ahia!! 

..Ma cosa caspita c’era sul letto… impreca maledicendo la su a predilezione al disordine, ma aspetta… cosa.. una chiave?? E poi così vecchia?? Ma da dove viene? Ma… stai a vedere che.. la chiave… 
..e invece che chiudere gli occhi, riprendi borsa e chiavi della macchina e parti per quel posto.. continuando a ripetere a disco “non è possibile, non può essere vero, è tutta immaginazione e caldo” si probabilmente il colpo di calore l’hai preso davvero ma poi quando arrivi un alone magico ti avvolge come fosse l’abbraccio della tua mamma, ed inizi a respirare piano e regolarmente, scendi dalla macchina e arrivi al grande cancello dove troneggia una serratura, quasi meccanicamente e contemporaneamente incredula, metti la mano nella borsa, estrai la chiave e la infili, la giri e lei gira..

Schiocco.. ed il cancello si apre, e con esso anche la miriade dei mille e uno pensieri che già da prima ti gironzolavano nella testa ed ora finalmente si preparano ad uscire fuori.

Arrivano momenti nella vita nei quali devi credere, accadrà che ci arriverai razionalmente attraverso percorsi ripidi e dolorosi oppure attraverso una semplice fiaba.. ma l’importante è credere in noi stessi, sempre!  


Qualche giorno fa, ho fatto una cosa che non facevo da quando ero bambina, anzi a dire la verità questa non l’avevo mai fatta, ma si è risvegliato il ricordo di quando da piccola si facevano le conserve in giardino e le marmellate… così è stato come un dejà vu.. abbiamo fatto le pesche sciroppate.


Siamo partiti io la mezza mela e la grande mela.. devo sembrare matta ad una lettura “superficiale”.. per le campagne degli stradelli guelfi e la magia è incominciata poco fuori il nostro paesino, enormi distese di campi, metà coltivati a verdura o frutta e metà a maggese, verdi, verdi, e l’odore di natura ovunque… tu mi dirai che alla fine è campagna, e hai ragione ma a me fa così, mi ritrovo caricata a molla per queste cose… sarei da studiare, lo so!!

Comunque ci siamo ritrovati in una grande cucina di una volta con un mega camino rosso e la stufa in ferro, tanti mestoli consumati dal tanto uso e dei pentoloni giganti adatti per fare le magicherie.. un cestone di pesche noci belle dure e profumatissime. 







Il generale Terry (dai che scherzo!!) ci ha messo tutti in riga, come si faceva alle elementari nell’ora di educazione fisica e ad ognuno il suo compito! 




A me è toccato lo sciroppo di zucchero, una pozione magica molto appiccicosa ma strabiliante, credo che sia il trucco di tutta l’operazione.. 2kg di zucchero semolato aggiunti a 3,5 litri d’acqua. Sotto l’attentissimo controllo del vice generale Maria e dotata di un mestolone, ho iniziato a girare e girare a freddo fino a quando l’acqua non è tornata limpida e cristallina; nel frattempo c’era chi lavava pesche e chi preparava i barattoli. 



Poi tutti intorno al tavolo abbiamo iniziato la catena di montaggio vera e propria; coltello alla mano e via, solo pesche dure, se erano tenere… Emh finivano da parte.. per merenda.. e pezzi belli grossi, ben posizionati e fino all’orlo, a parte c’era chi con il mestolo riempiva per 3\4 il barattolo con lo sciroppo zuccheroso e chi sigillava. 




Dopodiché tutti nei pentoloni ad aspettare il bollore, ben 4 minuti di bollore pieno e via dal fuoco; fondamentale è stata la figura del contatore di minuti!! Infine cosa non da poco conto il tutto per aver un’ottima riuscita deve raffreddare nella sua acqua di cottura, perciò tanti pentoloni e un po’ di spazio… 



Alla fine abbiamo confezionato circa sui 25 barattoli… 

La cosa buffa è che chiunque ti direbbe che con un lavoro così sei ad ok per tutto l’inverno a venire… come dire… appena apri il barattolo è come fosse già finito e uno tira l’altro..

In definitiva sono costretta a ripiegare su di un pensiero.. è vero che la tecnologia ci ha portato molto avanti in termini di scoperte e sviluppo, è vero che oggi abbiamo più o meno tutto tutti.. ma è proprio così?? Se mi soffermo a pensare vorrei tanto poter tornare in dietro nel tempo, all’epoca del “si stava meglio quando si stava peggio”, perché alla fine oggi abbiamo tutto, materialmente parlando ma forse più acquisiamo novità e più perdiamo “il valore dei valori”, un tempo intoccabili e ad oggi, forse, da alcuni tollerati… 



Dovremmo farlo più spesso, organizzare più tempo in famiglia, mi vengono in mente le notti d’inverno del dopo guerra quando la famiglia si riuniva “dopo cena” nelle stalle, con il fuoco acceso, tutti vicini per scaldarsi un po’, le donne lavoravano alla luce delle candele, gli uomini raccontavano storie e i bambini ascoltavano sdraiati sulla paglia nell’attesa dell’arrivo di morfeo… Forse ci accorgeremmo di quanto abbiamo ancora da imparare e quante cose non sappiamo delle persone che ci stanno accanto da una vita.





Certo è che se così fosse non sarei poi qui a rintronarti la testa con i miei deliri quotidiani.. ma sono certa che nel caso avrei trovato un altro modo ancora per raccontarteli.. magari con una civetta viaggiatrice o con chissà quale diavoleria…

E dopo tanto straparlare per oggi ti saluto con un questito … ma si sta davvero meglio adesso rispetto a quando si stava peggio?? Pensaci su..





Huge kisses Darling 

sabato 25 giugno 2011

Oggi voglio raccontarti una storia


…recita la leggenda che da tempi lontanissimi, nella notte di San Giovanni accadessero strane cose… 

Le silenziose colline avvolte dall’oscurità si accendevano di luci ovunque, i falò, accompagnati da canti e strani rituali; magiche figure si muovevano nella notte, senza rumore, e forse potevi accorgerti della loro presenza solo dal luccichio proveniente dai loro occhi, ma anche dalle sinistre risate che alle volte riecheggiavano nell’oscurità.

Secondo un’antica credenza durante questa festa, il sole si sposa con la luna ed è come se il racconto di Shakespeare “sogno di una notte di mezza estate” trovasse qui il suo fondamento magico, il sogno che si fonde con il reale.

Questa atmosfera così surreale ci catapulta in un tempo nel quale tutto sembra sospeso e ci fa sentire parte integrante con la natura. 

Nella tradizione contadina venivano accesi grandi falò in regalo al sole, ma che avevano anche la funzione di predizione e purificazione, si pensava che bruciando “cose vecchie” il fumo avrebbe allontanato spiriti malvagi e … streghe.
Durante questa notte le streghe si danno appuntamento dai tempi dei tempi per scorrazzare in cerca di erbe in quanto proprio oggi esse sono cariche di poteri particolari che verranno poi utilizzati tutto l’anno.      
                           


Un mazzetto affisso sopra la porta d’ingresso farà da guardiano della casa, ma attenzione il prossimo anno, in questi stessi giorni, lo dovrai bruciare, mentre un piccolo cespuglietto adagiato sotto il cuscino consentirà di viaggiare nel mondo onirico… ma solo per questa notte.



Questi sono i giorni dei piccoli incantesimi domestici.

La mia erba preferita è l’iperico, detta anche erba si San Giovanni o “scaccia diavoli”; è una gran bella pianta, carica.. dalle gialle inflorescenze e ricca di piccoli capolini che ti tingono le dita di rosso.. con foglie traforate e lunghi steli resistenti.

Dai racconti delle streghe sembra che questa pianta sia alquanto dispettosa o dal carattere particolare, non la si trova nello stesso punto deve la si era lasciata l’anno precedente e se non vuole farsi trovare non c’è erbario che tenga… è lei che decide. 



L’iperico racchiude dentro di sé un enorme quantitativo di luce e colore, che è capace di regalare a sua volta alle persone meritevoli, quelle che saranno in grado di apprezzare il suo grande valore… quello di riscaldarci ed illuminarci l’anima, giorno dopo giorno.



Favola o realtà…?!



In questo particolare giorno, è nata una ricetta che racchiude l’amore di una nonna che, nonostante l’età, ha avuto la capacità di “accogliere” incondizionatamente e dall’amicizia di Vera l’amica di tastiera che nonostante la grande lontananza è l'amica di tutti i giorni, quella con la quale prendere il tè con i biscotti e fare lunghe chiacchierate disquisendo su quale frosting starebbe meglio su quale cupcake… Questa è per voi.

Zuppa di fregola e piselli



Cosa ti serve?? 

@       Piselli secchi 
@       Sedano carota e cipolla 
@       Fregola Sarda

Prepara un soffrittino leggero con sedano, carota e cipolla direttamente nella pentola a pressione e non appena la cipolla inizia ad imbiondire aggiungi i piselli precedentemente lavati. Fai saltare qualche minuto, aggiungi “un palmo di acqua” cioè un quantitativo di acqua che superi i piselli di circa un palmo… e chiudi la pentola a pressione. Fai cuocere circa 15, 20 minuti. Io non possiedo la pentola a pressione, mi ha sempre fatto paura.. e non la voglio.. ma tornando a noi, questa zuppetta la puoi fare anche senza, facendola cuocere un pochino di più, fino all’assorbimento di tutta l’acqua.
A parte cuoci la fregola Sarda, mi piace così tanto… (quando passo per di là, Vera mi prepari anche questa, oltre che alle seadas eh??) e aggiungila alla zuppa, servi tiepida, con un goccio di olio evo ed eventualmente qualche crostino abbrustolito e magari aggiungi una “nevicata” di parmigiano o pecorino. 



Davvero un incantesimo del palato, delicata, corposa ed avvolgente.



E.. anche se questo post è stato scritto con un giorno di ritardo, buon San Giovanni a tutti… e occhio alle streghe… ^__^  Hihihihi! 



Have an happy Sant John’s week

martedì 21 giugno 2011

E’ arrivata l’estate e si sente . . .

Ebbene sì, oggi è arrivata, lei la calda e soleggiata estate, ricca di colori e spensieratezza, leggiadra e magica nelle sue serate “svestite” e chiacchierine, allegre e chiassose. Benvenuta!!!

Dopo un inverno piovoso non ti nego che, nonostante odi visceralmente il caldo in città, un po’ di solino per asciugarci le ossa dopo tutto quest’umido, non guasta, anzi.. lo accettiamo volentieri!

Così per ingannare l’attesa mi sono imbarcata in questo viaggio di verdura, insieme alla mia ciurma aitante di famiglia e ti voglio dire che siamo all’attivo di ben tredici verdi ricette!!!

Oggi è peggio di ieri, forno e fornelli si sono presi una pausa, ed io con loro.

La proposta verde della giornata sarà un qualcosa di diverso.. fresco e dissetante, uno smoothie… 

Questo buffo libricino mi è stato regalato da un’amica speciale, la bionda olandesina volante, sempre in movimento in ogni direzione e in tutti i sensi, con la promessa che avrei dovuto provare e sperimentare queste bibitone molto frutto verdurose per poi invitarla con la scusa dell'assaggio per passare momenti di spettegolo tra ciarlone… e così dopo svariati tentativi è nato lui, 


Green smoothie LaVally


C’ho pensato tanto prima di provarlo perché il pensiero di bermi della verdura che solitamente si mangia tipo gli spinaci facevano su di me abbastanza resistenza, ma poi mi sono fatta coraggio e Giù… e ti dirò con grande piacere che il risultato è stato assolutamente una sorpresa inaspettata, sapore delicatamente bilanciato… gli spinaci surgelati devi assolutamente provarli!!


Cosa ti serve??
 
@       2 cubetti di spinaci surgelati
@       1 gambo di sedano
@       3 mele piccole di cui 2 congelate a cubetti
@       Zenzero fresco
@       Lime 1\2
@       Acqua
@       avevo una banana in condizioni pietose e ne ho aggiunta una punta

Lava bene tutti gli ingredienti e mettili nel bicchiere del frullatore, aggiungi il succo di mezzo Lime e 1 bicchiere d’acqua, frulla, assaggia ed eventualmente aggiusta giocando a mettere d'accordo i sapori, ma vedrai che non ne avrai bisogno, se necessario aggiungi altra acqua e gusta subito.

E’ un ottimo spuntino, rinfrescante, naturale ma soprattutto Verde!!!


Con oggi concludiamo l’iniziativa l’estate è verde e ti dirò che un po’ mi dispiace… ma ho in serbo per te una sorpresa “alternativa”, si avvicina       “San Giovanni” e una meravigliosa atmosfera di magia…


See you soon and have a nice green summer ^___^

lunedì 20 giugno 2011

Meno due . . .






Il 21 di Giugno arriverà l’estate ed il sole celebrerà il suo trionfo in quello che sarà il giorno più lungo dell’anno ma che allo stesso tempo ne rappresenta l’iniziale declino. 
L’estate è arrivata il che significa che la sottoscritta squinternata ha tenuto fede al suo verde progetto.. grandissima!! (me lo dico da sola!!)
 
Avrei voluto stupirti con effetti speciali, biscotti color smeraldo luccicante, torte di un verde prato quasi da abbagliare, mini madeleine leggermente di verde brunite (quelle mi son rimaste un po’ lì..) ma il solo pensiero di accendere il forno genera in me un momentaneo cortocircuito, che spero a breve di sistemare. 

Devi infatti sapere che tra me e la scatola di magia anche denominata forno, è nato un insolito sodalizio che mai mi sarei aspettata; fino a che ho abitato con mamma (santa donna regina di pazienza e sopportazione.. ) ho ignorato completamente la sua esistenza, a dire tutta la verità anche la lavatrice era per me oggetto sconosciuto.. Cmq non avevo idea di come si usasse, né delle proprietà benefiche intrinseche. Successe un dì che dovetti mio malgrado farne la diretta conoscenza e non fu da subito amore, anzi.. non vorrei tirarla troppo per le lunghe ma passarono anni d’incontri fugaci ed obbligati che non andarono proprio proprio a buon fine, qualche cosa riusciva (..ma che dire se non il sedere del principiante..) qualche cosa no… il pane diventava un’arma contundente, e l’odorino di bruciato aleggiava come fosse un deodorante per la casa..  o peggio ancora non mi si cuoceva la roba, rimaneva tutto crudissimo Grrrh!! Poi l’acquisto forzato, non poteva esserci una cucina degna di nome senza un forno… e così dopo i primi mesi di totale “snobbatura” nei quali il "ragazzo" veniva utilizzato come complemento d’arredo ( meglio dire come pensile nascosto..) un bel giorno successe qualche cosa che mi fece soffermare sulla sua esistenza nella mia vita… e dopo un periodo di pensieri, riflessioni e frequentazioni saltuarie abbiamo capito che non potevamo più fare l’una a meno dell’altro… 

Va da se che in questi giorni di caldo alle porte sono entrata un attimo in crisi, ma sono ottimista e certamente il tutto si risolverà presto e bene…

Avevo per caso detto che non volevo tirarla per le lunghe  ?? Bha…

Volevo oggi regalarti una verde pappa fresca e ovviamente verde..

Cous cous al profumo di menta e gocce di limone




Cosa ti serve??

@       Zucchine 3
@       Aglio 1 spicchio
@       Burro
@       Cous cous
@       Menta

Lava e asciuga le zucchine. Tagliale a metà per il senso della lunghezza e successivamente ogni metà in 2 (sempre in lunghezza), otterrai così 4 spicchietti di zucchina.. ( io che scrivo mi son già persa …) elimina la parte polposa e finalmente fai dei piccoli quadretti tutti con la parte verde della zucchina..
Probabilmente scrivendo di tagliare prima a julienne e poi a quadretti avrei fatto prima ma volevo si percepisse la cura del particolare.
Scalda in una padella antiaderente una noce di burro e fai sfrigolare mezzo spicchio d’aglio tagliato sottilissimamente, facendo in modo che si sciolga in cottura, e aggiungi le zucchine a quadretti. Già da adesso sentirai diffondersi un profumino… ho scoperto con questo piatto l’aroma dell’aglio insieme al burro… indescrivibile!!       
Fai saltare 10 minuti, spegni e lascia da parte, coperto, così la cottura proseguirà per un altro pochino autonomamente.
A parte prepara il cous cous, se vuoi puoi seguire le istruzioni che sono presenti sulla confezione, anche se io ho il mio personale metodo. Preparo il brodo vegetale e faccio tostare con una punta d’olio il cous in una casseruola antiaderente e come per il risotto, aggiungo man mano il brodo fino ad ottenere una giusta consistenza, considera che il cous cous che troviamo al super è precotto, perciò ci vorranno circa 3\4 minuti di cottura. Togli da fuoco, copri e fai riposare circa 10 minuti, successivamente sgrana il tutto con una forchetta, manteca con una noce di burro e fai un ulteriore passaggio di pochi minuti sul fuoco, altri 3 minuti ed infine aggiungi le zucchine, salta e togli dal fuoco.
Fai raffreddare leggermente, aggiungi qualche foglia di menta tagliata sottile e 2 o 3 gocce di olio essenziale di limone alimentare… Uno spettacolo!!



Verde piatto veloce, fresco che può essere preparato in anticipo ed è l’ideale per un pic nic… Seee che idea ^__^.

Have a nice Day Darling ;)

sabato 18 giugno 2011

Progetti



Tutto avrei pensato nella vita, meno che di scrivere questa parola! Io poltrona cronica, pigra D.O.P., quella del: meglio domani che oggi… tengo da riposare…         Sisi proprio io!

Bhe non so cosa sia successo ma sto coltivando progetti, incredibile, ho talmente tante idee per la testa che ho pensato di iniziare a “buttar giù” qualche riga (alla faccia delle 2 righine…1 ricetta cento mila milioni di arzigogoli scribacchini…) il mio orto mentale straborda di frutti che pian piano saranno da cogliere…      ogni frutto la sua stagione no??!!

In verità non sono sempre stata un’ameba (soprav-)vivente ci sono state giornate nelle quali l’ispirazione era così vivida e concreta da farmi passare all’azione, oserei dire prepotentemente, come fossi stata risvegliata dal torpore in maniera fulminea e automaticamente in stile caterpillar dovevo mettere in opera l’idea, a qualsiasi costo, e ti dirò… anche con risultati soddisfacenti.

Sono così arrivata ad una conclusione: mi sa che risento di una sindrome riconducibile al mio nome “Valentina” … che ad uno sguardo più attento può rivelare alcune particolarità: “Va-Lentina” prima tra tutte la pigra lentezza, detta anche “culopesaggine”.

Da tempi inenarrabili sono sempre arrivata dopo gli altri ed inizialmente di questo ho accusato il colpo, da “cinna” senza invece riuscire a vederne la particolarità… e alla fine sono poi sempre arrivata… magari anche con un bel botto!!! Ho sempre sospettato di essere “diversa” nel senso matto della parola e ad oggi posso dire di esserne stra-felice!! 

..Alla faccia del contro-corrente ;) 

Così su questa falsariga oggi vedremo una ricetta anomala ... seppur sempre-verde...

L’allegra foresta degli agretti in festa



Cosa ti serve??
@       Agretti un mazzetto  
@       Wurstel piccoli
@       Olio sale e limone

Lava con attenzione gli agretti (o barba del negus) e lessali in abbondate acqua salata. Assaggiali per capirne il livello di cottura ma direi sui 20 minuti, quando cotti scola e fai raffreddare direttamente nello scolapasta. 


A parte prepara i polpi-wurstel (strascico bentoso..) fai bollire un pentolino di acqua e prendi un wurstel, taglialo a metà nel senso della lunghezza e a sua volta taglia in tre parti il lato reciso precedentemente (saranno i tentacoli) … è più difficile da spiegare che da fare… quando l’acqua bolle immergili, vedrai dopo poco che i lembi del wurstel si allargheranno ad ombrello… pronto!! Ps se vuoi del polpetti più saporiti puoi fare la stessa cosa anche in padella, verranno giusto più “abbronzatini”. Ora puoi impiattare, osservare il tuo livello di pazzia, sganasciarti dalle risate e poi mangiare, condendo con olio sale e limone.


Volendo puoi decorare con occhi e bocca utilizzando pezzetti di alga nori, oppure semi si sesamo e maionese...
Have a nice happy meal =) =) =)