lunedì 22 agosto 2011

Limonata rinfrescante? Si grazie =)





Quasi quasi potremmo dire che è arrivata l’estate.. e se penso che come oggi saranno anche i prossimi giorni.. hanno “previsionato” almeno un’altra settimana e non posso non pensare al ghiaccio dei ghiacciai (sì, perché nelle montagne semplici è caldo anche lì..), a piscine gelide possibilmente private =) e alla tanto temuta aria condizionata..(cha al momento non possediamo..)

E più ci penso più mi vengono in mente scene dei tempi passati.. giardino, filari di bianche lenzuola stese e al centro una catinellona di metallo con all’interno un pezzo grandissimo di ghiaccio e dietro, un ventilatore anni che furono, con le piccole palettine a punta, davanti in fila i bimbi che si rinfrescano dell’aria riciclata ma tendenzialmente più fresca, protetti dal candore dei tessuti svolazzanti. 

E poi vedo me.. barricata in casa, insofferente ad appoggiarmi a qualsivoglia superficie, gocciolante a tratti, sì perché quando smetto vuol dire che i liquidi destinati alla sudorazione, sono momentaneamente terminati, fino a quando non trangugi un po’ di rinfrescante bevanda che di lì a poco ti farà ricominciare a sudacchiare..



Adoro l’estate…

Scherzi a parte questi giorni sono davvero stra-caldi e l’unica cosa da fare è bere, bere, bere, perciò per cercare qualche alternativa alla solita acqua, ci s’ingegna ad escogitare beveraggi dissetanti e profumati, ma soprattutto freschi!! 



Presa dalla psicosi della calura ho preparato una semplice limonata con limone lime e menta, inoltre con dei taglia biscotti ho fatto delle formine di anguria gelata, carine come accompagnamento ma soprattutto buone e dissetanti =) 



Buona sopravvivenza calurosa darling!!!  


domenica 21 agosto 2011

Torta ciocco pesca e questioni di peschite acuta





...finalmente riesco a dedicarmi un po’ al mio posto sicuro, giornate belle pienotte queste.. lavoro, casini vari, incastri strani è passato troppo tempo dal mio ultimo post, facciamo finta che siamo andati in ferie un pò..

Come ti avevo già detto, questa è davvero strana come estate, non ancora un giorno di mare né piscina, (un passaggio l’ho fatto ma situazione pallore sempre uguale..) zero sole ma caldo tanto, soprattutto per chi è rimasto a casa, a tratti la città sembra deserta ma quando meno te lo aspetti sono ancora tutti qui.. tipo quando devi andare in posta o a pagare alla cassa del supermercato; ma ti dirò una cosa, il fatto di non essere stata ore ed ore ad abbrustolirmi sotto al sole non mi manca poi così tanto, la verità è che io mi ci rincitrullisco sotto al sole e poi si… mi annoio da matti.. è difficile ad una certa età trovare qualcuno al quale piaccia mettersi a fare caselli di sabbia o costruire capanne in stile isola deserta :D 


..Ma abbandoniamo i miei deliri probabilmente dovuti al ritorno del troppo calore notturno e alla guerra dei ventilatori per poterti parlare di una cosa, un pensiero che mi attanaglia da giorni, forse un po’ di più che giorni, è quasi un tarlo, una goccia che scava imperterrita in ogni momento.. la peschite acuta!!

Già quest’anno non riesco a fare a meno delle pesche!

Il loro colore così pastello, il sapore dolce, la consistenza a tratti croccante e a volte cremosa a seconda del tipo. 
Appena colte, sciroppate, al forno, soffritte.. (è si le ho provate anche così da mettere come decorazione gustosa su di una crema d’emergenza salva cena con ospiti dell’ultimo minuto).

L’altro giorno, la grande mela ci ha portato “qualche” peschina proveniente dalle naturali (e prive di schifezze) terre del generale Terry. 

Erano una marea, belle, grandissime e con un profumo da perdere la testa, dato il caldo, si è optato per metterle in frigo, sta di fatto che al mattino dopo, al momento della colazione la sottoscritta si dirige in cucina per prendere il latte dal frigo e …sono stata letteralmente schiaffeggiata-ipnotizzata-rapita dal meraviglioso profumo. 

Dopo un po’, preoccupato dal mio non ritorno, mezza mela è venuto a controllare che tutto fosse in ordine e mi ha ritrovata sdraiata ai piedi del frigo con l’occhio spiritato a forma di pesca saturnina. Le sue testuali parole sono state: "eri li sdraiata come una tocca che ripetevi tra te ingredienti vari e possibili utilizzi” … “potrei farle così.. oppure cosà… saltarle colà… e mangiarle colì”. 

Stenderei un velo pietoso e passerei oltre (e si ho bisogno di vacanza..)

Così è stato per un po’. 

Ogni volta che passavo nei pressi del frigo mi mettevo a pensare a cosa avrei potuto fare evitandone la marmellata, ma più passava il tempo più il terrore di perdere quei pomi vellutati mi ansiava sempre più, così presa dalla disperazione mi sono abbandonata su di una sedia e sospirando mi son detta, cercherò conforto tra le mie amiche cuciniere su twitter, e guarda un po’ cosa vedo : La torta salva albicocche di Alessandra… 

Bagliore negli occhi

Pensiero, 

sinapsi,

pensiero 

idea!!!

Letta la sua ricetta mi sono buttata nell’esperimento, ho cercato qualche dritta in qua e in là ed è nata questa:

Torta ciocco-pesca al profumo di amaretto



Tra le altre cose la preparazione è stata campale e nello stesso tempo divertente.. gli ingredienti più o meno c’erano tutti, il problema stava nelle dosi.. l’idea oltre che ad approfittare delle pesche è nata dal fatto che era troppo che non mettevo le mani in pasta ed avevo bisogno di rilassarmi. 

Quando mi metto in testa una cosa non c’è dubbio che io possa mollarla.. lo devo fare costi quel che costi così fuori gli ingredienti, pesati e sistemati pronti per essere usati, ciotolone in posizione, cioccolato a fondere e… 

DRIIN… 

Uh…amore ci sono i ragazzi per la cena… apri tu???

Ideale no?! Tempismo perfetto per fare il dolcino.. e così è stato, ho assemblato la torta tra una chiacchiera e l’altra senza troppo pensare e poi mi son detta chissà cosa salterà fuori?!!

Nel dubbio abbiamo infornato e cenato.

Beh sarà il sedere del principiante ma il risultato è stato gradito, dopo cena e nel dopo pranzo del giorno dopo a casa dai miei, l’ha assaggiata ed apprezzata anche papà che di solito quando faccio esperimenti tipo matcha, cannella, zenzero, lavanda di solito salta l’articolo dessert a piè pari… è un tradizionalista lui, tortellini, tagliatelle al ragù e torta al cioccolato se poi c’è anche della crema in giro magari… (e come dargli torto ^__^ )



La cosa che mi ha reso stra felice (della serie ti accontenti di poco..) è stata che le fette non si sono accalcate sul fondo dello stampo come di solito succede quando lavori con la frutta, qui sono rimaste belle galleggianti. 

Cosa ti serve??
@       200 g farina 00
@       200 g cioccolato fondente ( io ne avevo solo 180 e poi e poi..)
@       100 g di amaretti (confezione aperta x le pesche al forno.. circa 80 g rimasti)
@       2 uova (quelle le avevo tutte e due..)
@       170 burro (io ho abbondato un po’ così per compensare il ciocco mancante..)
@       1 bicchiere di latte di soia
@       1\2 cucchiaino di cremor tartaro
@       1\2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
@       Vino bianco
@       E ovviamente le pesche

Accendi il forno a 190° ( ..ecco magari aspetta un cambio climatico x provare la ricetta..)

Premessa io adoro le pesche ma non vado molto d’accordo con il loro manto vellutato perciò mi sono munita di guanti prima di iniziare.

Sbuccia e taglia le pesche a spicchi generosi e mettile a marinare nel vino bianco il tempo necessario a preparare tutto il resto.

Sciogli il cioccolato ed il burro e quando tiepidi inserisci gli amaretti nell’impasto.

A parte monta gli albumi a neve.

Unisci e monta i tuorli con lo zucchero, successivamente aggiungi gli albumi mescolando dal basso verso l’alto così da mantenere la montatura ed infine la farina setacciata alla quale avremo aggiunto cremor tartaro e bicarbonato. E ovviamente anche il latte.

Solo a questo punto aggiungere al composto il cioccolato con gli amaretti.

Amalgama fino ad ottenere un composto omogeneo.

Fodera una teglia con carta forno bagnata e versa 3\4 dell’impasto, poi ingloba le fettine di pesche in superficie ed infine ricopri con la parte rimanente. 


 
Cuocere per circa 40 minuti, ma farà fede la prova stuzzicadenti, io avendo usato una teglia alta ho fatto cuocere un poco di più..






Probabilmente non è la ricetta adatta a queste giornate calde torride ma tienila nel cassetto e vedrai che ti potrà tornare utile in qualsiasi momento dell’anno e con qualsiasi frutta tu abbia a disposizione.



See you soon darling 

A ‘sto giro ci si rivede prima eh!! ;p



..credo di non avere ancora finito con le pesche… O_o


giovedì 4 agosto 2011

Che strana estate questa..




E’ per noi la prima estate che non sa di estate.. c’è il sole ed il caldo, le infradito e le canotte ma ancora niente costume, mare, libri e relax. 

Alle volte non sempre è possibile.. ma abbiamo la possibilità di usare la mente…

..Ricordo quando da bambina finiva la scuola per 3 mesi.. ed io andavo in vacanza al mare.. per tutto il tempo. 

La cosa più importante era ricordarsi la sacca dei giochi da spiaggia, che meraviglia..    
           
Anno dopo anno poco cambiava, finché si andava a scuola, i mesi estivi erano il non plus ultra, amici marittimi, le serate passate al muretto con il nonno che “passava di lì per caso” , l’abbronzatura a pezzi .. si, perché ci si ritrovava tutti sotto un ombrellone, tipo trenta ragazzini chiacchieroni, che si scambiavano modi di dire e di fare delle varie parti d’Italia, tutti sotto con la testa ed il resto al sole.. ergo risultato vacanziero: schiena nera e pancia bianchissima.. 

E così passavano le giornate, sempre. 
Poi il tempo iniziava a cambiare e giungeva l’ora di tornare a casa, alla vita “vera” dei 9 mesi cittadini..  e tra saluti infiniti e pianti ci si dava l’arrivederci all’anno dopo..

Poi si cresce, c’è chi studia e chi inizia a lavorare ed i tempi vacanzieri si dimezzano drasticamente.. magari si dimezzassero, calano come quando si fanno le riduzioni in cucina.. e se non stai attenta alla cottura rischi di bruciare tutto e rimani triste con un pugno di mosche in mano e una padella bruciata..

Mah.

Però c’è da dire che quando cresci e parti per le vacanze dopo un annetto di lavoro sulle spalle si sta proprio bene.. l’idea che per un po’, te ne starai tranquillo, a folleggiare nel mondo del nulleggio e del polleggio.. 

Vestiti di bianco lino e candido cotone, ciabattine leggere, occhiali da sole e parei di ogni tipo e poi per me l’estate è..

.. Pesche al forno




Già.. da sempre per me questo piatto ha sempre significato “estate”..  ricordo quando nonna le preparava di nascosto la mattina quando ero a letto o troppo rintronata per accorgermene ma soprattutto ricordo la faccia del nonno quando arrivavano in tavola, era una festa.. 

E per me tale è rimasta ogni volta che la ripropongo, ed è come se lei fosse vicino a me ogni volta che sistemo gli ingredienti. 

 




Buffo no?? 
 












E soprattutto è buffa la faccia delle persone che stanno per ricevere il dessert, almeno fino a quando non lo assaggiano.. 

il loro volto, da interrogativo, subito si addolcisce e diviene concreta leggerezza, di chi ha capito esattamente ciò che intendevo..ma che non è così semplice spiegare.

Cosa ti serve??

@       Pesche a pasta bianca o gialla
@       Amaretti
@       2 quadretti di cioccolata fondente (che dovrai sminuzzare)
@       Rum o cognac
@       Zucchero
@       Burro
@       Acqua

Accendi il forno a 180°.

Per prima cosa lava bene le pesche, le dovrai usare con la buccia, e tagliale a metà privandole del nocciolo. 

Disponile sulla teglia una accanto all’altra e inizia ad aggiungere gli ingredienti proprio dove poco prima alloggiava beato il nocciolone. 

Metti mezzo cucchiaino di zucchero, una sbriciolata di cioccolato fondente per ogni metà pesca, poi imbevi l'amaretto, nel rum, o qualsiasi cosa di alcolico che possiedi in casa e che si possa prestare a questo scopo, e a mo di bottone sigilla il centro della pesca.



Su ogni amaretto appoggia delicatamente un piccolo velo di burro ed il gioco è fatto. 

Un’ultima cosa prima di infornare, aggiungi un po’ d’acqua all’interno della teglia, circa 1 o due dita a seconda della teglia utilizzata, vedrai che sughetto dolce e delicato.. 



Inforna 30-40 minuti e poi vai a occhio, le ragazze devono sembrare belle sfatte e provate, più risulteranno bruttine più saranno gustose.



e.. bon appetit darling..

Con questa ricetta semplice e carica di ricordi vorrei partecipare al contest “cucinando.. dolcemente” ..




..per ricordare con una coccola zuccherata i momenti felici passati da piccola ma anche quelli da grande.. 



..Non bisogna mai smettere di sognare.. i sogni ed i ricordi felici sono la linfa, l’essenza, sono quello che ci serve per andare avanti, giorno dopo giorno, sempre a testa alta e con il sorriso. 

Un sorriso per gli altri ed un sorriso rivolto a noi stessi. 

Ed i sogni se lo vuoi veramente.. si avverano =)

Quindi continua a sognare.. e continua a crescere sognando ;p


    

mercoledì 27 luglio 2011

Dolcetti pezzati e ciambelline abbracciose




Probabilmente il mio ultimo scritto ha avuto l’effetto “danza della pioggia” in quanto da allora il clima è radicalmente cambiato.. non male.. la notte si dorme a meraviglia e qualche volta, quando i Catti non bastano, il lenzuolino è ad ok. .. e poi si può anche  accendere il forno senza paura !!

Così sto sperimentando un po’ di barbaricette diciamo teoricamente, “appoggiate” nel cassetto, praticamente sparse un po’ qua ed un po là, potresti dire perse, ma effettivamente perse non sono.. perché poi ritornano quando meno te le aspetti. Da un libro, da una borsa dismessa, da sotto al letto e perfino dalla scatola degli attrezzi.. secondo me c’è un fantasma birichino in casa… magari il nano da terrazzo che quando siam fuori si diverte un po’.. ovviamente sono quasi fuori tempo massimo, del tipo, in pieno agosto zuppe succulente piuttosto che a Dicembre succhi mille frutti… 
Mi hai capito no??!

Comunque sta di fatto che qualche sera fa siamo stati invitati da amici per una cena “natural-gustosa” si perché i padroni di casa sono lui Naturopata e lei specialista delle emozioni e del volersi bene.. un amore in tutti i sensi! 
E di queste leccornie te ne parlerò a breve.

Sta di fatto che mettendomi a pensare ad un dolce non mi veniva in mente nulla che non fosse tendenzialmente grasso, burroso e troppo dolce… fino a che mi son ricordata di questa ricetta, la torta dei 7 vasetti, a strati bicolor che si è poi trasformata in versione di singolo dolcetto che ha poi preso a sua volta la versione leggera “muffineggiante” x la serata e la versione ciccia “cupcakes” per il giorno dopo a pranzo..e non contenta con l'avanzo ne ho fatto delle ciambelline abbracciose..




Soluzione carina, veloce, buona e poi molto buffa perché l’unità di misura per questa torta è il vasetto!
Io non sono una fautrice dell’eliminazione del burro dai composti a favore dell’olio, ma devo dire che questa volta non c’è stato male, un paio di cambi rispetto alla ricetta originale e viaaa.






                   Dolcetti pezzati in stile muccato



Cosa ti serve?? 

 1 vasetto di yogurt al naturale (volendo di soia
@       2 vasetti di zucchero (io ho usato canna integrale)
@       3 vasetti di farina
@       1 vasetto di olio
@       3 uova (io ne ho messe 2)
@       1 bustina di lievito
@       2 cucchiai di cacao amaro

Accendi il forno a 180°.

Svuota il vasetto in una ciotola poi lavalo e asciugalo bene.

Unisci yogurt, zucchero, le uova e l’olio ed amalgama con la farina+lievito setacciati e mescola fino ad ottenere un composto liscio e spumoso.

Ora dividi il composto ottenuto in 2 parti e aggiungi il cacao ad una delle due.

Riempi i pirottini partendo con un cucchiaino di composto scuro, seguito da uno chiaro e così via fino ad arrivare all’altezza desiderata.

Forno x 35 minuti. 

Crescono che è una meraviglia e che profumo..





La versione light è semplicemente spolverata con zucchero velo, mentre la versione non light  è ricoperta con semplice panna montata.






Mi scuso se questa volta non ti ho rintronato di chiacchiere, ma devo correre a infornare nuovamente, fino a che il tempo ce lo permette.. 







See you soon my friend ;p