domenica 16 settembre 2012

Pensieri di fine stagione, rientri, inizi, crescite e sonno tanto sonno accompagnato da una golosa ricetta al cioccolato e pesche.





Si vocifera essere l’ultimo week end estivo.. effettivamente l’aria si è rinfrescata e la notte sotto il pannarino di pile non si sta niente male =)

Non si può dire che quest’estate non me la sia presa comoda.. mi sembra di essere tornata alla quotidianità dopo mesi di vacanza.. ma adesso sono qui e nonostante il “blocco della blogger” mi sto impegnando a programmare una serie di cose carine, tranquilla, mi sono messa avanti con i lavori e ho già prodotto!!

In realtà in questi mesi, complice il caldo birichino ma soprattutto la “branda perenne” (tipica della sindrome da balenottera che mi sta gonfiando ogni mese di più..) ho cucinato davvero poco. Ehm.. mi correggo: mezzamela è sopravvissuto benissimo senza patire cali di linea, ma chi è andata in vacanza per davvero è stata la mia pazza vena ispiratoria, quella che a richiesta, mi suggerisce le cose da fare.

Spezzo una lancia in mio favore dicendo che da quando quest’arietta così piacevole ha fatto capolino, ogni tanto qualche idea papabile bussa alla mia testa e rinsavisco il tempo di mettere insieme gli ingredienti e attendere il risultato.. ma poi come per magia mi spengo e dove sono sono, cadendo addormentata senza bisogno di fusi stregati o mele avvelenate.

Ma bando alle ciance e facciamo presto, prima che l’occhio a fessura abbia la meglio sugli stuzzicadenti ormai abilmente posizionati.

In questa domenica che sa di domenica, con un po’ di sole intervallato da nuvole grigiastre, rumori di partite ascoltate ad alto volume, poche macchine che girano, si sente aria di scuola e di ripresa, ecco in questa giornata vorrei farti conoscere questa ricetta rapida e versatile, sembra grassa ma non lo è poi così tanto:

Muffin cioccolato e pesca con briciole di amaretto



Ingredienti che insieme si sposano senza bisogno di giri di parole.


Cosa ti serve??

. 125gr farina di farro
. 125gr farina per dolci
. 50gr cacao
. 100gr zucchero di canna integrale
. 125gr yogurt magro
. 50gr burro fuso tiepido
. 1 uovo
. 1 bicchiere di latte (di soia) scarso
. 2,5gr cremor tartaro
. 2,5gr di bicarbonato
. gocce di cioccolato fondente
. pesche a cubetti e a spicchi
. amaretti sbriciolati

Inizia unendo tutte le polveri in una ciotola.

Prosegui unendo burro, yogurt e l’uovo in una seconda ciotola.

Amalgama la parte liquida nelle polveri e aggiungi il latte tanto quanto basta per formare un composto omogeneo e compatto. Bastano poche “girate di mestolo”, meno si lavora più il muffin rimarrà morbido.

In ultimo aggiungi le gocce di cioccolato, io ne ho messe circa due manciate.

Prepara i pirottini e riempi solo la parte inferiore, con circa due dita di composto, poi aggiungi la pesca tagliata a cubetti e cospargi con polvere di amaretto. 




Ricopri il tutto con il resto dell’impasto. 

Ho messo dei micro fiocchetti di burro sulle pesche onde evitare si brucino in cottura.



Inforna a 180° per 20’ circa.
Ingredienti per 16 muffin



Sono ottimi a merenda e a colazione ma anche dopo cena non scherzano.

Morbidi e golosi nonostante non siano troppo zuccherati, al palato il connubio pesca-amaretto ricorda un guizzo fresco e umido di estate che incontra il limitare della stagione avvolto da una coccola di cioccolato. 

Ho provato anche la versione solo cioccolata ma per i miei gusti rimane un po’ troppo asciutta, ma con la frutta sono perfetti.



Che sonno… mi sa che mi dirigerò tra le braccia di Morfeo, di mezzamela sotto l’attenta supervisione di Catto P e Catto B. 

Sono felice di essere tornata!!! Questa volta per davvero =)


mercoledì 11 luglio 2012


Prima di partire per un lungo viaggio,
porta con te la voglia di non tornare più.

..Non è facile pero è tutto qui..
Irene Grandi



E’ come essere appena tornata da un lungo viaggio.

..E in un certo senso è stato proprio così, anche se i giorni lontano da casa sono stati davvero pochi.

Anche quando sei tu a decidere, ben sapendo quello cui andrai incontro, mai sarai certa di sapere cosa succederà ma soprattutto come e quali saranno le tue reazioni.

E’ come partire per un viaggio con te stessa e le persone che ami, ma soprattutto con te stessa. Poi le cose che lasciano un segno non vengono mai da sole, ma bensì accompagnate.. La terra ha tramato e sembrava non volersi fermare più, il mio ultimo post è stato scritto proprio la notte del primo terremoto; passano i giorni e sembra che le cose procedano, lente, infinitamente lente,  poi ci sono incontri accompagnati da parole che hanno una pesantezza tale da poterti schiacciare non appena gliene dai la possibilità. Così parte la Te combattiva che per non sentire il dolore congela le emozioni ma come effetto collaterale refrigera anche le sensazioni belle giusto il tempo che passi l’effetto dell’amara medicina somministrata, solo a parole. 

Però poi arriva anche il tempo di gioire, di buttare dalla finestra i pensieri vecchi come si fa l’ultima notte dell’anno e non ultimo l’operazione disgelo inizia a far rifiorire ogni cosa ma soprattutto le belle emozioni e i buoni pensieri.

In fondo è come essere tornati da un lungo viaggio, nella tua tanto amata casa che oggi ha una faccia diversa, nonostante il solito disordine, si respira nell’aria energia nuova e piena di voglia di fare, ciò che è accaduto rimane solo ricordo ed esperienza. Poi si ricomincia tutto da capo, un bel respiro e via…  

Quando questo accade, non è facile, ma come dice una cantante a me molto cara, è tutto qui!

Non c’è stato giorno nel quale non abbia pensato al mio posto sicuro, abbandonato a se stesso per mille ragioni, mi è molto mancato ma non era tempo per lui.. ora dobbiamo recuperare perciò ti lascio una ricetta che ho preparato in una giornata dove la voglia di cioccolato è stata letteralmente sovrastata dalla necessità impellente di cioccolato!



Il sol sentirne l’odore ha scaturito un risultato inaspettato e il caldo del forno acceso non è stato un problema.

La ricetta arriva dritta dritta dalla maga del brownies: Vera del blog Vera incucina, la quale sapendo della mia situazione da carenza di materia cioccolatosa mi ha convinta a provare per la prima volta questa pozione miracolosa. 



Esatto hai capito benissimo, non avevo fatto mai brownies prima d’ora e adesso sai cosa posso dire: non potrò più farne a meno!



Rispetto alla ricetta originale ho dovuto fare delle piccole modifiche in base agli ingredienti che avevo in casa.. Ma per la ricetta originale ti rimando a Vera.

Cosa ti serve??    
          ×            200 gr cioccolato fondente
          ×            180 gr di burro
          ×            2 uova
          ×            1 bacca di vaniglia
          ×            200gr di zucchero (100 di canna integrale e 100 di canna muscobado)
          ×            100 gr di farina
          ×            1\2 cucchiaino di sale
          ×            60 gr di nocciole, gocce di cioccolato.

Sciogli cioccolato e burro a bagnomaria. Lascia intiepidire e aggiungi al composto ottenuto le uova con i semini della vaniglia, lo zucchero. 



Successivamente incorpora la farina e il misto di nocciole e cioccolato.

Metti il tutto in una teglia e inforna a 180 per 25 minuti circa.

Farà fede la pellicina che si formerà in superficie se toccandola non ti sporcherai il dito e avrà una consistenza compatta allora i brownies saranno pronti.



Disponili tagliati a cubetti e serviti… ehm.. volevo dire servili.




Tutti i viaggi sono utili, ci sono quelli indimenticabili, quelli avventurosi, quelli che invece ricordi a risate e racconti, ma ci sono anche quelli che ti piacerebbe non ricordare. Credo però che tutto ciò che ci accade abbia un significato e che prima o poi ci servirà a capire quel qualcosa che apparentemente non ci dice nulla.

Adesso però è ora di essere sereni e di iniziare a goderci questa calda estate!

..possibilmente a morsi di brownies =)      


domenica 20 maggio 2012

Lezioni di coccole


Io credo che ci sia una causalità in tutto quello che ci succede.

Ad una scelta corrisponde un comportamento che a sua volta porta ad un dato effetto.

E’ come dire che quando sei giù tendi a vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto, a incontrare persone sbiadite e a prendere “tutti gli spini per la punta” (..nonna dixit).

Ma allo stesso tempo se sei felice e frizzante, l’aria intorno a te non potrà che essere piacevole e pizzichina, così difficilmente le persone scolorite si affacceranno alla tua finestra per appoggiarti un poco del loro non-colore.

Un po’ come cercare di vedere il lato positivo anche delle cose più brutte.. ce ne sarà sempre uno un po’ meno terribile tra tanti, no? 

Incroci sulla tua strada una persona che proprio non ti piace?

Cosa mai potrà insegnarti?

Una cosa importantissima.. a non essere come lei.

Tutto questo serio parlare, semplicemente per dire che tutti noi abbiamo bisogno di una mano.

Una mano tesa che ti possa aiutare ad oltrepassare un ostacolo, una carezza quotidiana magari solo fatta dal vento, anche se poi ti annoda i capelli.. una mano che accolglie, un abbraccio forte quando ce n’è bisogno.

Apriamo un po’ i nostri cuori messi “al sicuro” sotto chiave da anni di delusioni e fregature e prepariamoci a ricevere un po’ di coccole!

Se non sei abituato, non è per nulla semplice “prendere” una coccola.

..Oddio e adesso cosa faccio??

..E se fa così allora cosa ci sarà dietro??

..E poi io cosa dovrò fare per sdebitarmi?

Dato il numero variabile di possibili reazioni, date dal fatto che ci siamo disabituati a fare e ricevere disinteressatamente, da oggi avranno inizio le..

.. lezioni di coccole.

E partiremo dalla base: 

Il cioccolato, la coccola numero uno!

E’ risaputo che l’assunzione di cioccolato stimoli il rilascio di endorfine, sostanze prodotte dal cervello, che andrebbero ad aumentare i livelli di buon umore.. e chi non ha mai provato la voglia irrefrenabile di sgranocchiare un quadrotto di cioccolato dopo una brutta giornata, prima di buttarsi sul divano, piuttosto che transitando davanti alla dispensa delle meraviglie..? Ma anche in una giornata già di per se felice.. perché non concedersi un attimo di dolcezza..

Beh credo che nella battaglia che quotidianamente ci accingiamo a vivere ogni mattina varcando la soglia di casa, ma per alcuni anche solo aprendo gli occhi, sia fondamentale avere delle piccole zone franche dove fermarsi per “riordinare, progettare e ripartire” per lo step successivo senza per forza trovarsi immersi a piè pari in blocchi di cemento virtuali che pian piano tenderanno a trascinarti dalla parte delle persone grigie..

Drinnn…

Inizia la prima ora:

Madeleine al cioccolato con il cuore grondante di coccole cioccolatose




Questa ricettina la catalogo come prét à manger, proprio per quei pomeriggi dove la voglia di una coccola ti coglie all’improvviso e sai che amalgamando assieme pochi ma certi ingredienti, seguiti da una veloce cottura ti porterà a piluccarti le dita soddisfatta, senza attendere tempi smodati di preparazione e raffreddamento. 



Cosa ti serve:
-      50gr burro fuso
-      30gr farina
-      20gr cocco in scaglie
-      1\2 cucchiaino di cremor tartaro
-      1\2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
-      2 cucchiai colmi di cacao in polvere
-      40gr zucchero di canna
-      2 uova
-      Quadrotti di cioccolato a piacere.

Solitamente la preparazione delle madeleine è più lunga e comprende una sosta variabile in frigo. L’impasto verrà poi infornato da freddo per avere il famoso shock termico che andrebbe a dare vita alla famosa gobba.. Di solito le faccio così anch’io, ma nel prét à manger non c’è tempo per pettinare le bambole.



Accendere il forno a 180°.

Sbatti leggermente le uova con lo zucchero aggiungendo a pioggia la farina e il lievito.

Incorpora successivamente il cocco, il burro fuso e il cacao, continuando a mescolare fino a raggiungere un composto omogeneo.

Riempi una sac à poche e riempi lo stampo per metà, poni al centro un quadrotto di cioccolato e ricopri con il resto del composto. Io avevo dei rimasugli di cioccolata Venchi.. da paura!




Inforna per 8 minuti circa tenendo d’occhio la gobba.




Togli dal forno e lascia intiepidire circa 3 minuti poi puoi sformarle.

Ottime sul momento ma buone anche fredde, l’importante è conservarle in un sacchettino a chiusura ermetica. 



Delicate e profumate al primo tocco, stravolgenti non appena il ripieno si mescola con l’impasto.. sono peggio delle ciliegie.




Un piccolo consiglio non farne troppe, potrebbero creare dipendenza!

Con questa cioccoricetta partecipo al contest “La poesia del cioccolato” 


di Vera incucina in collaborazione con Rasenti Home Design e per fare le cose per benino allego qui sotto uno stralcio di un libro che mi ha profondamente rapita: 

La scuola degli ingredienti segreti - Erica Bauermeister

 «Lillian, il cuore di ognuno si spezza a modo suo. Ogni cura è diversa, ma ci sono alcune cose di cui tutti abbiamo bisogno. Innanzi tutto di sentirci al sicuro. Tu sei riuscita a darle questa sensazione.»

«Allora come mai è ancora lontana?»

«Perché per far parte di questo mondo ci serve ben più del senso di sicurezza. Tua madre ha bisogno di ricordare cosa ha perso e desiderarlo di nuovo. Ho 
 un’idea» aggiunse poi. «Potrebbe volerci qualche minuto.»

…

Sotto gli occhi incuriositi di Lillian, strappò il lembo posteriore da un sacchettino di carta marrone e vi scrisse sopra qualcosa, la fronte aggrottata per la concentrazione.

«Non sono una scrittrice», commentò alla fine. «Non ho mai pensato che valesse un granchè. Ma ti farai un’idea.»

Posò il pezzo di carta, prese un altro piccolo sacchetto per la spesa e cominciò ad infilarvi vari articoli tolti dagli scaffali del negozietto, dando la schiena alla ragazzina. Poi piegò il pezzo di carta, lo sistemò sopra il contenuto del sacchetto e tese tutto a Lillian.

«Ecco», disse, «fammi sapere come va.»

A casa Lillian aprì il sacchetto e inalò aromi di arancia, cannella,cioccolato semidolce e qualcosa che non riuscì a identificare, intenso e misterioso, come profumo rimasto nelle pieghe di cashmere. Svuotò il sacchetto sul piano di lavoro di cucina e dispiegò il pezzo di carta posato da Abuelita sopra gli ingredienti, esaminandolo con una certa ritrosia. Era una ricetta.

..

Prendi la tua bacchetta magica.

…

Versa il latte in un pentolino. Usa vero latte intero, bello denso.

..

Fai dei riccioletti di scorza d’arancia. Mettili da parte.

…

Spezza in due la cannella.

..

Aggiungi la scorza di arancia e la cannella al latte. Grattugia il cioccolato.

Il panetto duro e rotondo di cioccolato, avvolto in cellofan giallo a strisce rosse, era lucido e scuro quando lei lo scartò. Produsse un suono aspro mentre sfregava contro la sezione più fine della grattugia e cadeva in morbide nubi sul piano di lavoro, emanando un aroma di polverose stanze buie piene di cioccolato semidolce e vecchie lettere d’amore, cassetti in fondo ad antichi scrittoi e le ultime foglie d’autunno, mandorle, cannella e zucchero.

Finì tutto dentro al latte.

Aggiungi l’anice

..

Solo un pizzico. Lascia sobbollire finché tutto si aggrega. Quando succede te ne accorgerai.

..

Usa la bacchetta.

..

Ora aggiungi il tutto al caffè di tua madre.

..

Guarnisci con panna montata, per la morbidezza. Dallo a tua madre.

«Che cos’è questo profumo incredibile?» chiese la donna quando Lillian portò la tazza in soggiorno.

«Magia» rispose lei.

Sua madre allungò una mano verso la tazza e se la portò alle labbra, soffiando delicatamente sulla superficie, mentre spire di vapore le salivano al naso. Cominciò a sorseggiare esitante, quasi sconcertata, gli occhi che si staccavano dal libro per fissare qualcosa in lontananza, il viso che si imporporava leggermente. Quando ebbe finito, restituì la tazza a Lillian.

«Dove hai imparato a prepararlo?» chiese, appoggiandosi allo schienale e chiudendo gli occhi.

«E’ magnifico»,disse Abuelita quando, il giorno dopo Lillian la raccontò la storia. «Sei riuscita a farle rammentare la sua vita. Ora ha soltato bisogno di riprendersela. Devi trovare quella ricetta» aggiunse in risposta all’espressione interrogativa della bambina. «Ci riuscirai. Sei una cuoca. E’ un dono di tua madre».


 Cioccococcole a te!