lunedì 16 aprile 2012

Magie, invenzioni e pensieri di cucina: Come ti organizzo un pic-nic in una giornata di pioggia e come velocemente ti stravolgo una ricetta =)



Anche se guardando fuori dalla finestra non si direbbe, a breve inizieranno a rumoreggiare pensieri festosi su scampagnate e gitarelle fuori porta, in campagna, in spiaggia, in giardino, al parco.. 

Le vetrine dei negozi sono straripanti di kit coloratissimi per pranzi al sacco e pic-nic, tonalità base melone-cocomero e a noi cosa resta da fare?? Visto che fuori diluvia ed è tornato anche freschino a noi, povere camminatrici da vetrina, non resta che andare a ripararci all’interno di negozi a tema. 

E’ fondamentale la cromoterapia in certe stagioni..

Qualche giorno fa scartabellando antichi scatoloni ritrovati, mi è capitato tra le mani un bel cesto intrecciato con all'interno piatti, bicchieri e posate… Alcune delle rotelle che oramai credevo perdute per sempre hanno dato segnali di vita e la macchina oramai in movimento, non ha potuto più essere fermata.. 

Urge organizzazione pic-nic in tempi brevi.

Così dopo attenta ricerca su siti strafichi di previsioni meteo ho visto che per giorni e giorni la pioggia cadrà a catinelle per il gioire della terra, ma come potrò mai organizzare un pic-nic a queste condizioni…

Nell’attesa di una soluzione folgorante ci cucinerò su.. ideuzza veloce e pratica:   

Hummus di cannellini da leccarsi le dita


Cosa ti serve??

-      1 confezione di fagioli cannellini
-      Tahin 1 cucchiaio abbondante (crema di semi di sesamo)
-      Aglio 1\2 spicchio
-      Peperoncino
-      Succo di limone
-      Sale
-      Paprica dolce

Se prepari tutti gli ingredienti a portata di braccio, ti sembrerà di essere un illusionista che lancia cose nel cappello per poi stupire tutti con un “Voilà”.. l’unica differenza che la nostra illusione sarà concreta, profumata e pronta da assaggiare subito.

Prendi il bicchiere del frullatore a immersione e versa al suo interno i fagiolini cannellini precedentemente sciacquati, 1\2 spicchio di aglio privato dell’anima, un cucchiaio abbondante di tahin, il succo di metà limone, sale, peperoncino, paprica e olio.

E mentre il vostro assistente innalzerà vibrante uno strofinaccio da cucina davanti ai vostri arnesi da lavoro, tu, ripetendo la formula magica preferita, con una mano picchietterai il mestolo delle magie e con l’altra darai inizio ad un frullaggio pazzo e disperatissimo e nel giro di, massimo, 3 minuti il dado sarà tratto!



Scherzi a parte, è esattamente così, metti tutto dentro e frulla. Utilizza l’olio per rendere più cremoso il composto, sempre senza esagerare. Fondamentale sarà la prova dito per l’assaggio.

Le quantità sono testate per il mio gusto, consiglio spassionato soprattutto se la provi per la prima volta, assaggia per gradi e se dovesse risultare troppo forte, aggiungi altri fagioli così da stemperare il sapore pungente.



La ricetta mediorientale originale è a base di ceci, ed è meravigliosa, morbida e nello stesso tempo di carattere, ma quando hai una voglia matta di hummus ma i ceci non li hai qualcosa devi pur inventarti?

Spalmato su una bella fetta di pane di farro integrale è davvero ottimo! Oh il pane questa volta l’ho comprato al mercato contadino bio se no come facevo a stare nei 30 minuti di preparazione dello spuntino sopraffino??



Insomma l’avrai capito che con questa ricettina partecipo al contest della cuochina per metterci avanti con i festeggiamenti per l’arrivo della primavera.


 
Di solito conservo l’hummmus in uno di quei millemila contenitori ermetici piccoli che si hanno in cucina e aggiungo un filo d’olio per non farlo seccare in superficie, direi perfetto anche per il trasporto, al momento di servirlo mescolo il tutto e guarnisco con paprica e peperoncino.

Da leccarsi le dita!

Intanto la pioggia non accenna a diminuire né le previsioni a migliorare..

..nel dubbio sai cosa ti dico?

Io il pic nic lo preparo sul tappeto in salotto.. 


 

mercoledì 11 aprile 2012

Racconti di semine, racconti di orto e di Umarel.



Potrà sembrare un racconto particolarmente sdolcinato ma non fermarti alle prime righe e prosegui alla scoperta dei nostri pazzi e bislacchi pensieri..

Dopo pochissimo tempo che stavamo insieme, mezzamela ed io abbiamo iniziato a esternare una particolare voglia “di modalità di vita”… Non proprio come “due cuori una capanna” a farina, acqua, candele e amore nebulizzato ad alto livello nell’aere, ma un’iniziale voglia di fare le cose per bene, come si facevano una volta..

Ma cosa hai capito.. non parlavamo mica di sposalizi noi…

Beh ognuno, nel suo piccolo, ci ha messo del suo, la nostra era voglia di provare a fare le cose “da noi” e così abbiamo iniziato a coltivare.. ecco forse coltivare è una parola grossa, magari “tenere in vita” potrebbe essere più appropriata, le erbette officinali sul terrazzo e una piantina di fragole. Così un bel giorno, la nostra ex vicina della nostra ex casa, mossa a compassione dal nostro primordiale istinto al pollice verde, ci ha lasciato un pezzetto del suo giardino: “Se volete seminare qualche cosa, mi raccomando andate tranquilli!”
 Così inizialmente increduli ma successivamente galvanizzati da questa altruistica esternazione da buon vicinato, indovina un po’ cosa abbiamo piantato tra lavanda, roselline ed ortensie?  Ma una bella fila di rape rosse.. nei tempi non troppo esatti per quel tipo di coltura, in una zona un po’ troppo centrale della città e non siamo riusciti a vederne nemmeno i frutti perché nel giro di qualche mese ci siamo trasferiti.

Ogni tanto sentiamo ancora per telefono la vicina che ci dice: “Sapeste le vostre rape…”

Aaaah quanto abbiamo sognato e straparlato di possedere una casa in campagna, dove poter usare il cavallo per andare a lavoro e coltivare “il famosissimo km 0”.

Deliri tipo:

- Io:“..pensa avere una casetta con il nostro fazzoletto di giardino..”

- Lui:“..si ma lo sai che la sera poi saremmo terrorizzati ad abitare a piano terra vero?”

- Io:“..si ma tanto si fa per parlare no?!”

- Lui:“..ah ok..si pensa che spettacolo io vango e semino e tu che con la cesta vai a cogliere i frutti del nostro sudore..”

Insomma l’idea di poter produrre seppur poche cose da se, avere la possibilità di mangiare del buono e con sapore, nonostante magari la fatica, credo sia una grande soddisfazione. Il nostro pensiero innocente era limitato all’idea di poter curare “il quadratino dietro casa” ma con la volontà di gestire ettari ed ettari di campi e alla fine, della serie “se vuoi puoi”, abbiamo scoperto che nel nuovo paesello avevano indetto un bando per gli orti.

..E alla fine anche noi abbiamo ricevuto il nostro piccolo appezzamento subitaneamente rinominato “Orto Cesarini”.



Tralasceremo le domande che ci sono state poste alla sezione municipale dopo aver visto la nostra giovine età rispetto alla media..

Sui generis:

- “..ma voi cosa avreste intenzione di piantare?”

- “lo sapete che qui solo cose legali eh!!”

- “e poi ordine, disciplina e non si fanno festini..”

Ci è sembrato il discorso che si fa alle reclute dell’esercito..
   
Immaginavamo che la vita da “agricoltori estemporanei” non fosse facile, si fatica, si suda e si è spesso impegnati in riverenze al sottosuolo, ma mai e poi mai avremmo pensato di scoprire una fauna e flora così ricca di esemplari:

“gli umarel degli orti”.

A Bologna l’umarel è un soggetto noto a tutti. Li hanno studiati e c’è chi ha pure scritto dei libri, ci sono blog e articoli di giornale tipo: “troppo curioso umarel cade nello scavo”.

Dicesi umarel: pensionato di età media avanzata, che si aggira per la città a qualsiasi ora del giorno (solitamente prima che albeggi) che con un’andatura costante a postura standard (mani dietro alla schiena) da alcuni denominata “modello 4 stagioni”. 

C’è un cantiere e trovi l’umarel, dal medico curante la sala d’attesa è piena di umarel, c’è un incidente e li stai sicuro di trovare l’umarel che dice ai sanitari perfino cosa fare.. C’è un tecnico nel palazzo per lavori e li puoi giurare di incappare in un portatore sano di “umarellaggine” che saprà sicuramente fare meglio ..

Sei in fila alla cassa e una nuvola cotonata si avvicina furtiva scalzandoti il posto davanti, bene quella è la moglie dell’umarel.

Se questo appena descritto riguarda la normalità, quello dell’orto è molto molto più singolare e subdolo.

Se decidi di andare a sistemare il tuo piccolo orto per un paio d’ore, stai pur certo che avrai nel frattempo accumulato ben 4 o 5 consigli diversi per fare la stessa cosa.. le frasi tipiche iniziano tutte cosi: “aaah che bella gioventù.. non se ne vede molta da queste parti!” e tendono a terminare tutte così: “Questi giovani vogliono fare sempre tutto di testa loro..”… ovviamente tutti e 4 hanno detto la loro.
Per non parlare dei controlli a tappeto nel visualizzare tutto ciò che di vivente cerca di attraversare  il terreno per venire alla luce: “ Mi scusi.. ma quello? Cosa avete piantato lì? Ma è nato da solo o lo avete comprato e travasato?” oppure senti bofonchiare sotto i baffi, alzi lo sguardo e l’umarel di turno: “se se.. l’è dura lavurer è?? ahahahah”.

Alle volte se ti soffermi e lasci correre occhi e orecchie sentirai un vero e proprio odore di sfida, che si aggira tra una rete divisoria e uno stradello di ghiaia, la gara al caspo d’insalata più bello, allo zucchino più sodo e al fagiolino più pieno.. ed è meraviglioso! 



Noi possiamo dire che al momento siamo entusiasti e ci stiamo divertendo, in verità la fatica grossa e gran parte del merito va a mezzamela che ha vangato e sistemato la maggior parte delle cose, io per tre volte mi sono presa la tonsillite e lo pensavo da sotto il piumone =) valide aiutanti e consigliere la grandemela e la saggiamela , nonché rispettivamente mamma e nonna di mezzamela.



Abbiamo piantato tante cose, forse un po’ troppe che però non vediamo l’ora di assaggiare! Sempre che decidano di crescere al punto giusto e che il passante dall’occhio lungo ma dalla mano ancora più lunga, abbia la gentilezza di lasciare dove deve..


Per il momento abbiamo potuto assaporare solo gli spinaci, ma lasciamelo dire: che spinaci!! Foglioline piccine ma grasse e piene, che sono finite subito crude in insalata, cotte come contorno e nella famosa minestrina verde.

Insalatina primaverile con spinaci e pere 


Cosa ti serve?

-      Spinaci piccoli
-      Pera soda e croccante
-      Parmigiano in scaglie

Lo spinacio quando si mangia crudo è sempre meglio sia a foglia piccola perché più è grande più lega (concetto difficilotto da spiegare..) e al gusto potrebbe risultare “fuoriposto”.
Lava bene gli spinacini e asciugarli.
Affetta la pera sottilissima, se riesci lavandola bene non sbucciarla e mantieni la buccia, è sicuramente più carina alla vista ma soprattutto ricca di vitamine e fibre.
Taglia a scaglie il formaggio e uniscilo alla composizione.


Da quanto è semplice risulta forse una ricetta “non-ricetta” imbarazzante ma non potevo non farti vedere il nostro primo raccolto. Felici come avessimo ricevuto un premio alla carriera o giù di lì..



Condisci a piacere con semplice olio e sale, con gomasio o aceto ma volendo vedrei bene anche una “senapette”.. emulsiona un cucchiaio di senape con olio e sale e il gioco è fatto!

Insomma è così che abbiamo pensato di iniziare a coltivare il nostro futuro. 



Personalmente non sono mai stata una delle punte di diamante della congrega dei pollici verdi per le piante da appartamento né per i fiori da terrazzo ma anche solo prendersi cura di una pianta di fragoline sul balcone oppure un vasetto di erba cipollina è tutta un’altra cosa, davvero.. tu le curi e loro ti ricambiano regalandoti doni che puoi utilizzare assaporandoli nel tuo quotidiano. 



Se poi vuoi fare la prova del nove, prova a iniziare con l’erba gatta.. stai certa che il tuo gatto di casa (e non) ne sarà felicissimo!! I nostri Catti attendono il momento del risveglio solo per uscire e stuzzicare qualche filo di erbetta per iniziare al meglio la giornata (.. di disastri).

Vorrei rammentarti una cosa, cerchiamo di ricordarci di noi.. vogliamoci bene, sempre e ogni giorno di più, iniziamo da noi con il nostro giardino segreto per poi aprirne i cancelli alle persone a noi care.


Buona primavera e buona coltivazione.. di buoni pensieri e perché no.. anche di orti!

domenica 1 aprile 2012

E’ ORA DI RICOMINCIARE. . .


Le giornate iniziano ad allungarsi e il sole ricomincia pian piano a giocherellare intiepidendo un poco gli animi ed i volti di chi, inebriato dei primi profumi primaverili gironzola spesso con il naso all’insù. 



In questi giorni mi sono sentita un poco stranita, come se non volessi uscire dal mio inverno interiore, ero talmente presa dagli incastri quotidiani da non riuscire ad accorgermi che tutt’attorno iniziavano a cambiare delle cose..
Piccoli filamenti verdi iniziavano a ornare le aiuole sotto casa e in men che non si dica si sono schiusi dei meravigliosi e gialli narcisi.



Arriva un momento nel quale devi arrenderti alla ciclicità della vita e farti forza… Spalancare le finestre per cambiare l’aria oramai priva di ossigeno, rinfrescare le pareti, ravvivare i colori e lasciar andare tutto ciò che non deve essere trattenuto.

Via, libero di andare dove deve.. che non significa dimenticare ma semplicemente accettare che ogni cosa prenda la sua giusta posizione.

Io ho faticosamente iniziato dando il benvenuto alla primavera, accarezzando quei narcisi così belli da non sembrare reali, mettendo le mani nella terra, seminando piselli, fragole e insalata, lasciando andare pensieri e persone nel loro giusto posto..
..sempre più dentro di me.



E dove rimarranno sempre.


Anche la voglia di miscelare ingredienti era rimasta in letargo, lasciandomi disorientata sul da farsi. Tante idee senza possibilità di sbocco, poca voglia di poco e certo.

Ma come dicevo prima, per fortuna l’attimo passa per lasciare spazio alla vita, ai colori e ai profumi. E dopo un periodo così avaro di sapori ecco che ieri, nonostante l’enorme stanchezza ho sentito la necessità di impastare, rimestare e amalgamare ingredienti, pronunciando di tanto intanto qualche parolina magica..

Non volevo nulla di complicato, solo qualcosa che mi desse un risultato sicuro, sul quale poter contare.. rifugio di una veloce coccola pomeridiana.



Cioccolato e cardamomo, un connubio oltre le parole.

Cosa ti serve:

-      50gr zucchero di canna integrale
-      60 gr “burro salato” (burro normale al quale ho aggiunto una presa di sale)
-      80gr farina per dolci
-      Una punta di cucchiaino di cremor tartaro
-      Una punta di cucchiaino di bicarbonato
-      90gr di cioccolato fondente tritato
-      5 bacche di cardamomo (a noi serviranno i semini contenuti all’interno)
-      (1 uovo che non ho messo)
-      1 cucchiaio abbondante di jogurt (di soia)
-      Latte (di soia) q.b.

 

Accendi il forno a 180° e prepara i pirottini. Questa volta ho optato per mini pirottini in silicone. (12 piccoli più due grandi)

Unisci tutti gli ingredienti secchi nel ciotolone della planetaria: Zucchero, burro ammorbidito, farina, cremor tartaro e bicarbonato. Incorpora lo jogurt, 3\4 del cioccolato e aggiungi il latte fino a ottenere un composto omogeneo e compatto ma non troppo liquido. 


In ultimo rompi le bacche del cardamomo e aggiungi all’impasto i semini contenuti all’interno.

Per comodità e data la poca quantità del composto ho usato una sac à poche per aiutarmi a riempire i pirottini.

Infine cospargi la superficie con il cioccolato rimasto, inforna per circa 10’-15’ minuti. Prova stecchino sempre gradita.   

Che dire.. Sapevo che quando c’è in ballo il cioccolato, il risultato difficilmente può deludere ma questa volta non avevo letteralmente idea di quello che stavo facendo.. (oserei dire rincuorante..) ma il risultato è stato sorprendente. 



Il profumo del cardamomo, che come si diceva prima si sposa molto bene con il cioccolato, è inizialmente sottile ma al tempo stesso inebriante. 
Lo spezzi con le dita e intravedi il cioccolato che all’interno è morbido e assaporando, vieni pervaso da un brivido.. quello che accade quando non ti aspetti l’arrivo di una piccola ma piacevole sorpresa. L’interno rimane morbido e umido. 



Personalmente la prossima volta li farò nei pirottini grandi, poiché il sapore risulta più completo, soprattutto dopo il terzo morso...

E’ stato piacevole potersi sedere nel silenzio di casa, sul divano, assaporando questa merenda un po’ diversa dal solito. Riscoprendo sapori sopiti e iniziando a porre attenzione a ciò che la tua anima inizia a bisbigliare.  


Questo post va così, libero e diretto allo stesso tempo, a te per scusarmi della lunga assenza ma soprattutto a me stessa, per ricordarmi che, prendendosi cura di se stessi s’inizia un po’ anche ad occuparsi degli altri, le persone a te vicine, quelle che vedi e quelle che puoi solo sentire.

E’ tempo di preparare il terreno per seminare i valori che vogliamo tenerci più cari, potare i rami più deboli, per rafforzare ciò che verrà.

Solo curando con amore il proprio giardino interiore riusciremo ad accogliere a pieni polmoni l’arrivo della bella stagione, il calore del sole, la magia dello scorrere sereno del tempo senza paura.


E adesso è proprio ora di ricominciare…